Cross Processing

Pubblicato: 06/08/2013 in Color Correction
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Continuiamo la serie di articoli dedicati al Color Grading occupandoci questa volta di una elaborazione dello spazio colore per un certo verso anomala, denominata Cross Processing. Di diretta derivazione dal mondo della pellicola, in particolare dalla fotografia, il Cross Processing come molte delle cose migliori fu anch’esso scoperto casualmente sviluppando per errore una pellicola positiva con la soluzione chimica per negativi. Da quel momento in poi iniziò una sperimentazione generando risultati che hanno affascinato fotografi e cineasti vecchi e nuovi.

Storia e tecnica del Cross Processing
A differenza di altri processi più famosi, come il già descritto Bleach Bypass, il Cross Processing non è molto conosciuto in verità. Come sarà noto ai fotografi esperti di sviluppo chimico, una pellicola positiva, detta comunemente diapositiva o slide, si sviluppa con la soluzione chimica denominata E6, per la pellicola negativa da stampe si utilizza invece la soluzione C41. Queste sono le sigle comunemente conosciute dai tecnici sviluppatori dei laboratori, ma se invertiamo le soluzioni e sviluppiamo ad esempio una pellicola negativa in E6 otterremo un film positivo con i colori “acidati”, la latitudine di posa ristretta ed una virazione che sarà dipendente dal tipo e marca di pellicola usata. Lo stesso vale per una pellicola diapositiva che venga sviluppata in C41. In pratica si tratta di sviluppare la pellicola con la soluzione “sbagliata” e questo errore ha acceso la fantasia di filmmakers e fotografi. E’ infatti oggi un effetto adoperato molto spesso nella fotografia glamour.

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In campo video e cinematografico esistono svariati esempi di Cross Processing, spesso utilizzato per enfatizzare alcune sequenze è possibile vederlo in numerosi videoclips musicali. La pellicola del film Hellbreeder (id., 2004) è stata completamente sviluppata con questo sistema, come pure alcune sequenze di Three Kings (id., 1999), ma sicuramente il film nel quale ne è stato fatto l’uso più creativo è senza dubbio Domino (id., 2005) di Tony Scott che assieme al suo fidato DoP (Director of Photography, ndr) Daniel Mindel ha generato un look talmente estremo che, assieme alla storia ed all’incredibile montaggio, danno a questo film uno stile unico. Vedendo la pellicola del regista inglese si capisce subito che il Cross Processing, forse ancora più del Bleach Bypass, deve per forza di cose essere utilizzato in passaggi molto particolari, come ad esempio il flash back o la sequenze onirica e allucinata.

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Tony Scott inizia la sua sperimentazione nel cortometraggio Agent Orange (id., 2004) utilizzato come spot da Amazon.com e ha dato poi continuità all’esperienza accumulata nel lungometraggio Domino, dando sfogo a tutta la sua geniale inventiva. Nel fantasmagorico minestrone di tecniche di ripresa e processi fotografici utilizzati spiccano le scene sottoesposte e contrastate virate al giallo degli ambienti chiusi durante l’interrogatorio di Lucy Liu a Keira Knightley, come pure le riprese degli esterni nella Death Valley durante l’onirico incontro tra i protagonisti e l’oracolo vagabondo Tom Waits.

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Il Cross Processing in post produzione
Non c’è una tecnica definitiva per relegare il Cross Processing ad una specifica resa cromatica, come per la pellicola è necessaria la sperimentazione con esposizioni e prodotti diversi. I risultati visivamente migliori e più accattivanti fisicamente si ottengono con il processo pellicola diapositiva sviluppata invece che in E6, in C41. Pellicole come le Kodak danno dominanti giallastre, pellicole come le Fuji danno invece dominanti verdognole. E’ questo processo ed il materiale Kodak che andremo a simulare con il nostro Cross Processing e lo faremo in ambienti grafici come Photoshop, After Effects e Premiere Pro. Forniremo per l’occasione anche dei presets pronti all’uso per tali ambienti software.
Vediamo in dettaglio come ricreare un buon tipo di Cross Processing. Per l’occasione utilizziamo Photoshop che ci permetterà di analizzare tutti i passi per il raggiungimento dello scopo. La prima cosa da fare è modificare le curve dei singoli canali RGB dell’immagine caricata come segue:

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Consigliamo inoltre di applicare tale correzione tramite un Adjustment Layer così da offrire un maggior numero di regolazioni. Applichiamo il blending mode “Color” al livello appena creato.
Nota: quello riportato sopra è solamente un punto d’inizio, nessuno vieta di modificare a piacimento tali curve, fermo restando che esagerando si potrebbero ottenere dei risultati che comprometterebbero la resa finale.

Adesso aggiungiamo una tonalità gialla alla nostra immagine, dosata in modo da non schiacciare i colori presenti. Aggiungiamo un livello Solid Color di colore giallo puro (255, 255, 000), poniamo l’opacità al 10% ed il blending mode sempre come “Color”.

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Come ultimo passaggio non rimane che intervenire sul contrasto e questo lo possiamo fare in diversi modi: aggiungendo un Adjustment Layer come Brightness/Contrast oppure, se preferiamo, utilizzando le curve e regolando una risposta ad S come nell’esempio seguente:

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Questo ultimo sistema ha una maggiore capacità di intervento sull’immagine perché può essere personalizzato di volta in volta. Tale Adjustment Layer andrà lasciato come blending mode in modalità “Normal”. Per completare il tutto è sufficiente inserire questi tre Adjustment Layers in un gruppo, selezionandoli e da menù Layer > Group Layers (CTRL+G), per avere la possibilità di abilitare/disabilitare il nostro effetto Cross Processing semplicemente accendendo/spegnendo il livello gruppo, oppure regolandone la forza tramite l’opacità.

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E l’immagine animata che segue è il risultato che otterremo (essendo una GIF animata i colori sono ovviamente solo 256 ma bastano per rendersi conto della correzione introdotta dal filtro):

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Cross Processing in After Effects
Per After Effects, come è consuetudine da qualche tempo, preferiamo fornire un custom effect creato per l’occasione. In questo caso risulta molto semplice il legame tra i parametri dell’effetto ed i filtri standard di After Effects, tale legame è ovviamente gestito da expressions. Nell’immagine seguente è possibile vedere le caratteristiche del custom effect denominato Cross Processing:

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I parametri sui quali agire replicano quelli già descritti nel paragrafo precedente, vediamoli velocemente in dettaglio:

Yellow Tone: regola la quantità di tinta gialla da applicare alla clip.
Brightness: con questo slider si regola la luminosità del filtro.
Contrast: come già indica il nome viene regolato il contrasto della clip.
Gamma: si regola con questo comando il gamma, ovvero la luminosità dei grigi.

Nulla vieta di applicare tale custom effect direttamente alla clip, anzi può essere un nuovo tipo di intervento sulla colorimetria, se si vuole però un intervento preciso come descritto nel caso di Photoshop, sarebbe opportuno applicarlo ad un Adjustment Layer con blending mode “Color”. In questo caso il parametro “Contrast” non agisce in modo classico, per ovviare a questo si può applicare un secondo Adjustment Layer contenente il filtro di After Effects “Brightness & Contrast” con blending mode in modalità “Normal”. In questo caso inoltre si potrà regolare la forza del filtro agendo sull’opacità dell’Adjustment Layer. La scelta al miglior risultato.

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Non rimane quindi che scaricare il custom effect per After Effects alla fine dell’articolo ed iniziare ad utilizzarlo nei propri lavori.

Cross Processing in Premiere Pro
Nel software NLE di casa Adobe le cose stanno più o meno come negli altri software visti fin’ora, salvo il fatto che non disponiamo di Adjustment Layers e quindi non possiamo regolare la quantità d’intervento del filtro se non regolando manualmente le curve. Per il resto abbiamo i seguenti effetti applicati:

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Brightness & Contrast: regola la luminosità ed il contrasto della clip.
Gamma Correction: si regola con questo comando la luminosità della scala di grigi.
Tint: settare il parametro “Map White to” a giallo puro (255, 255, 000). Si regola la quantità di tonalità gialla tramite lo slider “Amount to Tint”.
RGB Curves: curve RGB regolate per il Cross Processing.

Forniamo in questo caso il preset per Premiere Pro delle sole “RGB Curves” in quanto gli altri sono effetti standard del software sono facilmente configurabili come indicato. Per caricarlo in Premiere Pro tasto destro sulla cartella “Presets” nella finestra Effects e da menù contestuale selezionare Import Preset, oppure accedere alla stessa voce dal menù che si apre con la icona in alto a destra della finestra stessa.

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DOWNLOAD CUSTOM EFFECT

Conclusioni
Ci auguriamo che questo articolo sia stato d’aiuto a tutti coloro che si avvicinano al Color Grading e che vogliono iniziare a sperimentare interventi colorimetrici accattivanti per donare ai propri lavori un look appropriato. Speriamo inoltre che le indicazioni sui metodi siano anch’esse apprezzate ed utili per futuri interventi di correzione.

commenti
  1. pozharlabGiovanni ha detto:

    Ciao Papero, come posso contattarti?

  2. Giovanni ha detto:

    Sono Giovanni di ClipsCorner, non so se ti ricordi, ti vorrei chiedere se sei interessato a collaborare a un nuovo progetto… ne possiamo parlare? 🙂 Sono riuscito a contattare anche Alphetto

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